Domenica scorsa, ad assistere al match Sorrento-Agropoli in tribuna c’era anche uno dei più grandi bomber della storia del calcio campano: Francesco “Checco” Ingenito che anche in Costiera ha lasciato dolcissimi ricordi. Seppur la sua permanenza con i colori rossoneri cuciti addosso sia stata breve, il bomber napoletano napoletano visse a Sorrento un’esperienza molto intensa, protagonista della cavalcata dalla D alla C2 del Sorrento, allora allenato da mister Renato Cioffi.

Era l’annata 2005/2006, ed i costieri, inseriti nel raggruppamento campano- siculo-calabrese, conquistarono la promozione, al termine di una cavalcata trionfale. Nella quale il Sorrento fece innamorare la Penisola tutta, con un bottino di 74 punti, frutto di 21 vittorie, 11 pareggi e soltanto 2 sconftte. E proprio Ingenito ne fu l’artefice, griffando ben 19 reti“Ricordo con piacere quel campionato, aldilà della vittoria finale. Arrivato a Sorrento, avvertii subito che c’era voglia di rivalsa, dopo la beffa della stagione precedente, quando furono vinti i playoff, contro Lavello e Savoia, ma alla fine non si materializzò la promozione. E quindi il Presidente Castellano allestì una corazzata, con l’obiettivo di conquistare il pass diretto per la C. Mi trovai subito a mio agio, al centro del progetto. E anche con mister Renato Cioffi ci fu subito piena alchimia, unità d’intenti. Era a quel tempo un allenatore giovane, ma molto motivato e preparato. Amava il suo lavoro, con lui potevi parlare di calcio anche 24 ore al giorno”.

Un virtuale salto indietro nel tempo, come fossimo saliti a bordo della De Lorean, nella trilogia di ‘Ritorno al Futuro’. Una stagione da incorniciare, dunque, con il successo di Scilla, all’ultima uscita del girone d’andata, come spartiacque: “Per me quella è stata la partita chiave, quella che ci ha dato la consapevolezza di poter azzannare e fare nostro il campionato. Vincemmo di misura, uno a zero, con un mio gol al 97′. Riuscimmo a portare a casa l’intera posta in palio al termine di una vera e propria battaglia sul rettangolo verde. E la sfida ebbe una coda burrascosa. Perchè i padroni di casa contestarono tanto la direzione di gara, ci furono momenti di forte tensione, tanto che raggiungemmo gli spogliatoi soltanto dopo il pronto intervento della Polizia. Fu un pomeriggio complesso, già quando entrammo nello stadio, capimmo che il clima era davvero ostile. Storia assurda. E poi ricordo anche le ultime gare casalinghe. La vittoria rotonda, 3-0 contro la Turris disputata a porte chiuse per motivi di ordine pubblico, con i nostri tifosi a sostenerci dall’esterno dell’impianto di gioco. E come non citare poi l’apoteosi finale, gli otto gol rifilati proprio alla Scillese al ritorno. Quella fu la ciliegina sulla torta di un’annata strepitosa”.

Una squadra con un motore da ‘Ferrari’: Ingenito, Russo, Ripa, Ferraro ma anche Teta, Maiorano, Ottobre, Pezzella, Zito“Tutti giocatori che poi hanno vissuto un’ottima carriera. Eravamo una squadra completa in ogni reparto. L’attacco produceva tanto. Se restavo all’asciutto io, ci pensava Checco (Ripa) o Giulio Russo a punire le squadre avversarie. Segnavamo due o tre gol a partita, e lo Stadio Italia era un fortino inespugnabile. Che era colorato sempre da una grandissima cornice di pubblico. Nessuno veniva a festeggiare a Sorrento. Il fattore campo si faceva sentire. Ma il segreto delle vittorie era la coesione del gruppo, dentro e fuori dal campo. Eravamo uniti, tanto che dopo gli allenamenti spesso trascorrevamo insieme parte del nostro tempo libero. E con qualcuno sono tutt’oggi ancora in contatto. Con Ferraro, Iorio, Gargiulo e Pezzella mi sento spesso, ci lega un legame d’amicizia e di profondo rispetto. Parliamo di calcio, e non solo. Di tempo ne è passato, ma i ricordi di quel Sorrento forte e temuto da tutti sono ancora vivi”.  

Ingenito ha dovuto guadagnarsi tutto con il sudore della fronte. Sin da bambino. Perchè fino a 12 anni giocava con il pallone per strada, a Napoli con gli amici del Rione. Ma già non sbagliava un colpo. Eccellenza, e poi tanta Serie D. Calcio di provincia, su campi polverosi“Ne ho viste e vissute tante. Dalle prime esperienze, da ragazzino, alla Fiamma Sangiovannese, passando poi per Somma Vesuviana, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Sorrento, Aversa, e altro ancora. Ogni esperienza, ogni piazza mi ha lasciato qualcosa dentro. E sono contentissimo di ritornare in queste città e notare, toccare per mano, l’affetto che i tifosi ancora nutrono per me“. Menzione speciale per l’annata alla Viribus Unitis, del 2001/2002, quella dei 34 gol all’attivo. Dalla A all’Interregionale, fino ad oggi soltanto Higuain (36) e Nordhal (35) hanno segnato di più nell’arco di una stagione: “Fa enorme piacere essere accostato a nomi del genere, anche se ho ben poco in comune con questi mostri sacri. Ma ricordo con piacere quel campionato, a Somma Vesuviana. Andavo in gol con regolarità, per un attaccante è normale farlo, ma in quell’occasione ebbi un’annata strabiliante, e mai mi sarei aspettato di segnare così tanto”. 

Tanta trafila nelle serie minori. Ma Ingenito è riuscito a giocare anche tra i professionisti. Tuttavia non con lo stesso rendimento. Anche a Sorrento ha esordito in C, appena nove le presenze racimolate, prima di salutarci per trasferirsi all’Aversa Normanna. Con i casertani, ed il Catanzaro, le uniche, e sporadiche, presenze da ‘pro’: “Giocare a calcio è sempre stata la mia più grossa passione. Ma l’ho sempre fatto per hobby, almeno fino a 29/30 anni. Giocavo e al tempo stesso lavoravo. Poi è chiaro che gioca un ruolo importante anche la fortuna, e per quanto mi riguarda, quando doveva venirmi incontro, mi ha voltato le spalle”. Oggi, Ingenito, si affaccia al ‘mondo del calcio’ solo da semplice appassionato: “Subito dopo aver chiuso la carriera da giocatore, ho avuto qualche esperienza da allenatore. Ho guidato la Viribus Unitis in Serie D, poi ho avuto delle esperienze con la famiglia Romaniello ad Aversa. E infine, ho ricoperto anche la figura di direttore sportivo a Somma e con la Puteolana. Ma per il momento ne resto fuori, quando posso giro i campi, seguo qualche partita, solo ed esclusivamente in veste di ‘malato’ del calcio”. 

Ritornando in casa nostra, per Checco Ingenito è stata una grossa emozione rimettere piede allo Stadio Italia, dopo qualche anno d’assenza: “Mi ha fatto enorme piacere ritornare a Sorrento. Seguo con piacere i rossoneri, e sono a conoscenza del grandissimo lavoro che mister Vincenzo Maiuri sta portando avanti da un anno. La gara con l’Agropoli è stata ben giocata dai padroni di casa, seppur ci sia stato un forte vento a condizionarne l’andamento. Ma sono state ben visibili dalla tribuna le trame di gioco. La squadra ha denotato organizzazione, compattezza, oltre ad un affiatamento e spirito di sacrificio non indifferenti. Sono rimasto sorpreso, perchè in Serie D difficilmente si vede del bel calcio, ed il Sorrento lo sta esprimendo, assiduamente, da inizio campionato. Il girone è tosto, ci sono squadre veramente forti, ma i costieri possono dire la loro perchè giocano senza particolari pressioni, di chi deve per forza conquistare la promozione. Mi sono divertito, il Sorrento gioca davvero un bel calcio e quindi spero di ritornare presto da voi”.  

servizio a cura di Andrea Indovino