Il mister Mario Turi non nasconde la propria soddisfazione al termine di una prova all’insegna di grinta e determinazione, rispecchiando in pieno il perfetto approccio già visto mercoledì scorso contro il Cervinara. 3 punti giunti per la prima volta in extremis, sintomo che anche la fortuna inizia a sorridere alla compagine costiera.

“Avevo chiesto alla squadra di ripetere esattamente la gara disputata mercoledì contro il Cervinara ed i ragazzi hanno risposto alla grande. Soltanto la sfortuna ci ha impedito di chiudere prima la partita realizzando qualche gol in più al termine di una gara dove i numeri parlano di ben 18 tiri verso la porta di un Loffredo che è stato il migliore in campo per la Rinascita Vico. Era importante confermarsi, perché vuol dire che i ragazzi hanno capito che tipo di cattiveria è necessario esprimere in questo campionato. Dobbiamo continuare su questa strada perché la nostra squadra dispone di valori tecnici importanti, che si mettono in evidenza quando vengono affiancati dalla giusta cattiveria agonistica. Dopo la rete del pari i reparti si sono un po’ sfilacciati sia per la voglia di recuperare immediatamente lo svantaggio, sia per un calo fisiologico di energie visto che sono scesi in campo gli stessi 11 di Paolisi. Quando alcuni calciatori fanno due prestazioni straordinarie a distanza di pochi giorni, è normale che possano poi pagare sul piano fisico e far fatica nel lavoro per mantenere corta la squadra. Allo stesso tempo hanno messo grinta e cuore, e siamo stati premiati con una vittoria giunta per la prima volta al 93’, segnale che la fortuna sta girando anche dalla nostra parte. Già è stato un miracolo aver potuto contare su Marcucci e Favetta per le botte prese mercoledì, e soprattutto quest’ultimo non si è potuto allenare negli ultimi giorni ed è sceso in campo non al top. Lo stesso si può dire di Marcucci, che ha fatto a sportellate prendendo gomitate e tanti colpi proibiti tra mercoledì e questo pomeriggio. In crescendo le prestazioni di Esposito Lauri che conosco fin dai tempi del Settore Giovanile della Juve Stabia e che viene da un anno di stop a causa della rottura del legamento crociato del ginocchio destro. È un ragazzo che, trovando sempre maggiore continuità, può solo crescere e migliorare ”.

Queste le parole del difensore Mario Terracciano, che sugli sviluppi di una proiezione offensiva si è procurato il rigore solare che ha permesso a Francesco Scarpa di realizzare la massima punizione che ha regalato al Sorrento 3 punti meritatissimi.

“L’aspetto più importante della partita di oggi è senza ombra di dubbio il voler a tutti i costi portare a casa una vittoria, che a mio parere è stata assolutamente meritata. Tutti noi siamo scesi in campo con gli occhi della tigre e questo mi fa essere molto fiducioso per il prosieguo del campionato. Credevo fermamente nella vittoria, ed è per questo che nei minuti finali mi sono proiettato in avanti procurandomi il calcio di rigore che Francesco Scarpa è stato bravo a trasformare. La svolta sotto il profilo psicologico è giunta subito il derby contro il Sant’Agnello, concluso con un 2-2 che ci ha fatto veramente male. C’è stata infatti una reazione d’orgoglio contro Cervinara e Rinascita Vico, che abbiamo battuto al termine di una prestazione superlativa. Voler arrivare sempre primi sulla palla, essere cattivi e determinati: queste le caratteristiche indispensabili per vincere in questa categoria. Nel primo tempo abbiamo creato una quantità impressionante di occasioni da gol, e se fossimo andati al riposo con un ampio margine non ci sarebbe stato nulla da obiettare. Poi abbiamo incassato la rete del pari, che ha fatto saltare un po’ gli schemi perché ci siamo riversati in attacco per fare risultato pieno. Per quasi tutta la partita siamo stati padroni del campo ed abbiamo mostrato le stigmate della grande squadra. Tutte le squadre incontrano difficoltà su questi campi sterrati, e noi in maniera particolare visto che siamo una squadra che fa della tecnica uno dei propri tratti distintivi. Noto inoltre con estremo piacere che questo Sorrento sta usando sempre di più la sciabola rispetto al fioretto ed è proprio questo che ci permette di fare la differenza, perché la qualità va sempre associata alla giusta dose di grinta e cattiveria agonistica per far risultato”.