Amarcord rossonero: Andrea Indovino intervista Maurizio Balestrieri

21 settembre 1986, stadio “Pino Zaccheria” di Foggia, prima giornata di campionato del girone B di Serie C1: il Sorrento, costruito per raggiungere l’obiettivo salvezza, espugna il primissimo Foggia di Zeman con un gol di Maurizio Balestrieri. Trentatré anni dopo, i costieri sono tornati ad uscire vittoriosi dall’impianto dauno, con i sigilli di Herrera e Gargiulo.

L’AVVENTURA ROSSONERA – Altri tempi, altro calcio. Il bomber palermitano Balestrieri, nato calcisticamente in Penisola Sorrentina (in prima squadra col Sorrento dal 1985 fino al 1989), raggiunto telefonicamente, ha ripercorso insieme a noi le tappe della sua carriera, partendo dagli albori rossoneri: “Giocavo in una squadra della prima categoria palermitana, la Stella Alpina Palermo, e durante un torneo giovanile il Sorrento venne a visionare alcuni ragazzini e fu colpito anche da me, per questo motivo ho mosso i primi passi da calciatore proprio in Costiera. Dovevo giocare nella formazione Berretti, ma l’allora allenatore Canè mi convocava spesso in prima squadra, facendomi giocare quasi ogni domenica”. Proprio la gara di Foggia, per l’eclettico attaccante, è uno dei ricordi più belli della sua carriera: “Una grandissima soddisfazione battere il Foggia di Zeman, poi in un campo storico come lo Zaccheria gremito di gente all’inverosimile fu pazzesco. Per una squadra piccola come la nostra, fu davvero un inizio di campionato straordinario. Ma il prosieguo non si rivelò altrettanto soddisfacente; retrocedemmo, chiudendo il campionato ultimi con 21 punti. Vincemmo solo 4/5 partite. Mi rammarico ancora, perché l’allora presidente Pollio non meritava questa delusione”. Seppur i risultati non arrivarono, c’era tanto entusiasmo intorno a quel Sorrento: “La Domenica era sempre uno spettacolo giocare al Campo Italia, era sempre pieno. Ricordo che in città si viveva tutta la settimana in funzione della gara domenicale. Che ricordi. Poi l’allora Serie C era un campionato con grosso appeal perché vi facevano parte tante piazze importanti come Catanzaro, Barletta, Casertana, Cavese e tante altre”. Era il Sorrento dei Vio, Bigotto, Brotini, Cardelli, Veglia, Bartolini, Garritano: “Gran spogliatoio, fatto di uomini veri. D’altronde, erano altri tempi, si diventava uomini precocemente. Con qualcuno poi successivamente ci ho parlato, poi ognuno ha preso strade diverse”.

UNA CARRIERA DA GIROVAGO – Sorrento, come prima esperienza, poi avventure in C2 e Serie D, tra le tante a Lamezia Terme, Acri, Castrovillari, Sora, Crotone e Potenza. Ci fu un ammiccamento con il Milan di Berlusconi, ma si rivelò solo un buco nell’acqua. Una vita dedicata al calcio, gol e polvere: “Ho girato abbastanza, e dovunque sono stato spero e credo di aver lasciato un buon ricordo perché ho sudato la maglia, onorando i miei doveri. Ricordo con particolare piacere l’esperienza a Viterbo con la famiglia Gaucci, e poi ovviamente Castrovillari, lì vincemmo un campionato superando la concorrenza del Messina e del Catania, squadre ben più quotate. Proprio ai piedi del Pollino ho lasciato un pezzo del mio cuore, infatti ora abitò lì, e sono diventato un ‘lupo’ d’adozione”. Potenza, ultima tappa, sfortunata, che ha segnato la chiusura anticipata della carriera di Balestrieri: “Era Interregionale, ricordo come fosse ieri, giocai una manciata di partite ma purtroppo ebbi un grave problema di salute che mi costrinse ad appendere le scarpe al chiodo a soli 34 anni”. Rimpianti? “Uno soltanto, se solo fosse arrivato quel treno Milan, avrei vissuto in un’altra dimensione ma va bene così. Tutto sommato sono soddisfatto della carriera che ho fatto, mi ha permesso di sognare e conoscere nel corso del mio cammino tante persone squisite”.

IL BALESTRIERI DI OGGI – Adesso Maurizio è un allenatore, ed è in attesa di una chiamata: “L’anno scorso ho allenato a Rotonda in D, da secondo di Gianni Baratto. Abbiamo fatto bene, un girone di ritorno con una media punti rispettabilissima, ma purtroppo però non siamo riusciti ad evitare la retrocessione. Ora sono fermo, e nel frattempo studio calcio. In estate ho avuto una proposta dal Trebisacce, ma non c’erano i presupposti per iniziare una collaborazione”. Seppur la vita lo abbia portato lontano da Sorrento, continua a seguire con passione le sorti del club costiero: “In realtà, da quando ho lasciato la Penisola Sorrentina giovanissimo, non ci sono più tornato, ma seguo con interesse le vicende della squadra e sono contento che oggi navighi in Serie D con alle spalle un progetto serio ed ambizioso. Immagino che l’anno del fallimento, e quelli precedenti, siano stati duri da vivere. Se dovessi ricevere oggi una chiamata dal Presidente Cappiello? Verrei di corsa a Sorrento, anche a piedi. Ma faccio i complimenti all’attuale allenatore Maiuri, che conosco e so che tipo di professionista è. Vi lascio un enorme in bocca al lupo per il prosieguo del campionato, e spero vivamente di potervi rivedere nel calcio che conta, tra i professionisti”.