Dopo 3 successi consecutivi contro Castel San Giorgio, Valdiano e Positano, il Sorrento di Mario Turi va a far visita alla Picciola per allungare la striscia di successi e compiere ulteriori progressi sul piano del gioco. Una fluidità di manovra che ha toccato vette altissime nel corso del match di domenica scorsa e che va perfezionata partita dopo partita con il crescere della condizione fisica.

La gara contro il San Vito Positano è stata forse la migliore di questa stagione: contro la Picciola si va in cerca della continuità. “Il Sorrento è chiamato a dare continuità a quanto prodotto nelle ultime partite, giocando un buon calcio e migliorando la prestazione all’interno dei 90 minuti di gioco. Ma la cosa più importante è senza dubbio la conquista dei 3 punti, fondamentali per la classifica in questa fase della stagione”.

Un’altra gara su un campo in terreno, che nasconde sempre insidie dietro l’angolo. “Ormai conosciamo le difficoltà nelle quali andiamo ad imbatterci quando siamo costretti a giocare su campi in terreno. Possiamo far fatica nel palleggiare sul corto oppure nel trovare i tempi giusti perché ci serve un tocco in più per controllare il pallone, ma dovremo essere bravi a superare questi problemi senza farci prendere dalla frenesia ne caso in cui non riuscissimo a trovare subito le giocate. Sarà di fondamentale importanza mantenere il pallino del gioco per la maggior parte della gara, e sfruttare anche possibili armi alternative come ad esempio qualche giocata da lancio lungo o i calci piazzati, cercando il colpo in acrobazia all’interno dell’area di rigore”.

Contro la Picciola si apre un mini-ciclo di gare complicate contro rivali di vertice. “La Picciola, pur essendo una matricola, è una squadra di categoria arricchita da elementi che hanno qualità superiore alla media. In più parliamo di un gruppo che gioca insieme da tanti anni con lo stesso allenatore, per cui affronteremo una compagine ben rodata e collaudata. Credo che i picentini dispongano degli elementi giusti al posto giusto: una coppia centrale di categoria, centrocampisti dotati di buone qualità tecniche che sanno far girare la squadra, un valore aggiunto come Mounard ed un finalizzatore importante come Cibele. Quasi tutti gli under provengono dal settore giovanile della Salernitana, per cui si tratta di ragazzi che hanno già alle spalle campionati importanti. È una formazione che merita tutti i 9 punti già in cascina, e probabilmente in alcune gare ha raccolto anche meno di quanto prodotto sul terreno di gioco. Giocano su un terreno sul quale sono ovviamente molto più abituati a giocare, ed è una delle partite più complicate che poteva toccarci in questo momento. Per fortuna arriviamo a questo match in una buona condizione psico-fisica, e credo che quella contro la Picciola sia la partita più difficile di un mini-ciclo di gare contro avversarie di vertice”.

Picciola più insidiosa anche di Cervinara ed Ebolitana: ecco spiegati i motivi. “Il nome di questo rivale, la neo-promossa Picciola, non ha nella testa dei calciatori lo stesso appeal di Cervinara o Ebolitana ed anche la superficie del campo che non ci agevola nelle giocate. Inoltre, il match di sabato viene dopo una vittoria nel derby contro il Positano che ha galvanizzato l’ambiente, per cui dovremo essere bravi a non esaltarci e capire che ci aspetta una gara in cui sarà fondamentale calarsi nella mentalità di questa categoria”.

A chi chiede attenzione dal punto di vista arbitrale, il mister risponde con qualche recriminazione su episodi che hanno tolto qualche punto importante ai rossoneri, soprattutto a Palma Campania. “Finora non credo che il Sorrento sia mai stato aiutato in nessuna partita. Anzi, abbiamo qualcosa da recriminare dal punto di vista degli arbitraggi nelle prime due trasferte contro Santa Maria Cilento e Palmese, dove c’era qualche fallo di mano che poteva essere sanzionato con un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare l’inerzia di tali gare. Tuttavia non mi sono lamentato dopo quegli episodi e preferisco non entrare nel dettaglio di ogni singola situazione. Si tratta di arbitri di Eccellenza, per cui se si trovano ancora in questa categoria vuol dire che sbagliano ancora qualcosina peccando di esperienza. Personalmente durante le gare cerco di aiutarli protestando il meno possibile e chiedendo il minor numero possibile di spiegazioni. Poi ci può stare che i direttori di gara sbaglino sia a favore che contro, ma non credo che finora abbiano inciso in maniera determinante sui risultati”.